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	<title>Per Tanguieta e Fra Fiorenzo</title>
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	<description>un gigante del Bene e dell’Altruismo</description>
	<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 09:56:08 +0000</pubDate>
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		<title>L’ultimo saluto alla nostra Rosanna</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 09:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 13 Aprile 2010 il Signore ha voluto richiamare a sè la nostra amata Rosanna.
Nata a Torino nel 1930 Rosanna ha vissuto per anni a Milano lavorando come impiegata.
Un volta raggiunta l’età della pensione ha venduto tutti i suoi beni in Italia per intraprendere la strada che il Signore aveva tracciato per lei e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 13 Aprile 2010 il Signore ha voluto richiamare a sè la nostra amata Rosanna.<br />
Nata a Torino nel 1930 Rosanna ha vissuto per anni a Milano lavorando come impiegata.<br />
Un volta raggiunta l’età della pensione ha venduto tutti i suoi beni in Italia per intraprendere la strada che il Signore aveva tracciato per lei e che a poco a poco le stava svelando: trascorrere il resto della sua vita in Africa tra Togo e Benin, affiliata all’ordine ospedaliero San Giovanni di Dio.<br />
Sabato 17 aprile 2010 si sono svolti qui a Tanguièta i suoi funerali.<br />
La chiesa e il sagrato erano gremiti di frati, suore, malati, amici, l’altare popolato dai numerosi sacerdoti a lei legati tutti stretti per darle un ultimo abbraccio.<br />
Le parole di ringraziamento per la sua vita e la sua fede esemplare e i ricordi sono stati numerosi e commoventi.<br />
I tam tam hanno suonato a lungo e la gente ha ballato festosa sulla sua tomba e nel cortile della sua casa per darle l’utimo saluto, come si usa fare qui.<br />
“Il Signore ha fatto per me meraviglie” questo Rosanna desiderava che venisse cantato nel giorno delle sue esequie e così è stato fatto perchè non c’è frase più vera che possa ricordare la sua vita straordinaria.<br />
Ora tutti abbiamo nei cieli un’altra mamma e un’altra sorella pronta a intercedere per tutti noi, per i malati, per le mamme, per i bambini e per la sua tanto amata Africa.</p>
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		<title>Rosanna ci ha lasciati</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 14:32:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E' con il dolore nel cuore che comunichiamo che questa notte la nostra cara Rosanna Merlo ci ha lasciati. Affiliata all'ordine ospedaliero San Giovanni di Dio ha trascorso più di 25 anni al servizio della nostra opera.
Sabato a Tanguièta si svolgeranno i funerali.
Affidiamo la sua anima nelle mani del Signore e la ricordiamo nella preghiera.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>E' con il dolore nel cuore che comunichiamo che questa notte la nostra cara Rosanna Merlo ci ha lasciati. Affiliata all'ordine ospedaliero San Giovanni di Dio ha trascorso più di 25 anni al servizio della nostra opera.
Sabato a Tanguièta si svolgeranno i funerali.
Affidiamo la sua anima nelle mani del Signore e la ricordiamo nella preghiera.</pre>
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		<title>Il Benin premia fra Fiorenzo e l&#8217;ospedale di Tanguieta</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L’8 marzo è il giorno della festa mondiale della donna, ma anche quello della ricorrenza di San Giovanni di Dio.
Nel nostro ospedale Fatebenefratelli di Tanguièta quest’anno la festività ha rivestito una solennità particolare in quanto coincide con 40 anni di messa in servizio di quest’opera si è voluto festeggiare in un modo particolare i 40 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-124" title="fiorenzo-31" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2010/03/fiorenzo-31-300x200.jpg" alt="fiorenzo-31" width="300" height="200" />L’8 marzo è il giorno della festa mondiale della donna, ma anche quello della ricorrenza di San Giovanni di Dio.<br />
Nel nostro ospedale Fatebenefratelli di Tanguièta quest’anno la festività ha rivestito una solennità particolare in quanto coincide con 40 anni di messa in servizio di quest’opera si è voluto festeggiare in un modo particolare i 40 anni di servizio in Africa di Fra Fiorenzo e tutto questo con un cerimoniale particolare.<br />
La festa ha avuto inizio nel migliore dei modi con la celebrazione dell’eucarestia nel primo pomeriggio, presieduta dal vescovo della diocesi di Natitingou Mons. Pascal N’KOUE al quale si sono associati ben tre vescovi: Il vescovo emerito di Kara Mons. TALKENA SAMBAR Ignace; l’arcivescovo emerito di Cotonou Mons. Nestor ASSOGBA e il vescovo di Djougou Mons. Paul VIEIRA tutti particolarmente legati all’ospedale. Tra i partecipanti non dimentichiamo le autorità civili del governo beninese, i sindaci di tutta la regione sanitaria di Tanguiéta, Materi, Kobli, e un infinità di amici e ammalati venuti a manifestare la loro gioia e la loro riconoscenza.<br />
La Messa è stata seguita da un momento molto particolare e toccante in cui è stata conferita a Fra Fiorenzo priuli l’onoreficenza di COMMANDEUR dell’Ordine Nazionale del Benin.</p>
<p>Questa carica conferita a fra Fiorenzo in realtà è stato un gesto da parte del governo beninese per poter dire in qualche modo graz<img class="alignleft size-medium wp-image-119" title="fiorenzo premiato" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2010/03/fiorenzo-1-217x300.jpg" alt="fiorenzo premiato" width="217" height="300" />ie all’ospedale Saint Jean de Dieu per tutto il bene che ha compiuto in questi 40 anni di servizio.<br />
I discorsi tenuti dal Sindaco, dal rappresentante del ministro della Sanità, dal ministro del turismo e da tutti le persone che sono intervenute nella celebrazione hanno infatti chiaramente esplicitato la gratitudine verso tutto il personale dell’ospedale per quanto è stato svolto nel corso degli anni e per quanto si continua a fare oggi.</p>
<p>È stata ricordata la presenza costante e inarrestabile dell’ospedale in tutti i periodi politici del paese, è stato sottolineato lo stile di lavoro dell’ospedale che funge da modello, la gratuità e la fedeltà che negli anni hanno contraddistinto i frati e le suore che hanno a perpetuare quest’opera, ed è stato infine supposto che il buon San Giovanni di Dio, dall’alto dei cieli sicuramente potrà essere fiero di quanto i suoi piccoli fratelli stanno facendo sulla terra seguendo la sua sequela insieme a quella di Cristo.<br />
Alla celebrazione è stato invitato tutti il personale dell’ospedale medico e non che con orgoglio si è sentito rendere grazie del lavoro svolto quotidianamente. La medaglia che è stata donata è la medaglia di tutti dal direttore Fra Bonifacio ai confratelli della comunità, alle suore Theatine che da 40 anni collaborano intensamente a fianco dei frati, ai chirurghi, agli infermieri, alle cuoche, alle aiutanti alla pulizia, agli autisti….tutti con il loro piccolo o grande contributo, lavorando all’interno dell’ospedale fanno parte di questa opera tutta dedita ai malati.</p>
<p>Si è colta anche l’occasione per inaugurare alcune strutture all’interno dell’ospedale: il nuovo magazzino della farmacia e gli alloggi per gli stagier, generosamente donati dalla fondazione UNIDEA che ormai da 5 anni collabora con l’ospedale e che rende numerosi servizi alla popolazione del Benin.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-121" title="fiorenzo-2" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2010/03/fiorenzo-2-300x200.jpg" alt="fiorenzo-2" width="300" height="200" /></p>
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		<title>Campagna &#8220;Oggi offro io!&#8221;: aiutare costa solo un euro&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 08:54:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In concomitanza delle festività natalizie, l’ospedale Saint Jean de Dio di Tanguiétà ha pensato di proporre una campagna di sostegno alimentare per i malati ricoverati, che si affianca a quella &#8220;adotta un letto&#8221;.


IL PROBLEMA:
In Africa e in particolare nella zona di Tanguiéta in Benin la gente è malnutrita e questo favorisce l’insorgere di un gran [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-106" title="&quot;cucina&quot; in benin" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2009/12/ff-9831-150x150.jpg" alt="&quot;cucina&quot; in benin" width="150" height="150" />In concomitanza delle festività natalizie, l’ospedale Saint Jean de Dio di Tanguiétà ha pensato di proporre una <strong>campagna di sostegno alimentare per i malati ricoverati, <span style="text-decoration: underline;">che si affianca a quella &#8220;adotta un letto&#8221;.</span></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><em>IL PROBLEMA</em></strong>:<br />
In Africa e in particolare nella zona di Tanguiéta in Benin la gente è malnutrita e questo favorisce l’insorgere di un gran numero di malattie. In Particolare nella pediatria il 70% dei bambini ricoverati sono malnutriti e di questi più del 20% soffrono della malattia di malnutrizione grave.<br />
Questo problema dell’alimentazione diventa fondamentale affinché le medicine abbiano un loro effetto sui malati.</p>
<p><em><strong>UN’ATTENZIONE CHE PORTIMO NEL CUORE FIN DALLE ORIGINI</strong></em>:<br />
Quando un malato viene ricoverato, se non è ben nutrito è quasi inutile curarlo, per cui fin dalla fondazione degli ospedali di Afagnan e di Tanguieta è stata presa la decisione, mal vista da molti, che noi avremmo nutrito i malati tre volte al giorno.<br />
In realtà negli altri ospedali africani della regione, sia governativi, che religiosi, i malati sono alimentati dalla famiglia che gli sta vicino, che si accampa in ospedale o nei pressi e fa la spola al villaggio per procurare il cibo per il malato e per se stessi. Se questo è accade quando la gente affluisce all’ospedale della propria zona e perciò a pochi chilometri di distanza dalla propria abitazione, la cosa è ancora in parte accettabile, anche se in realtà è praticata soltanto in rapporto alle possibilità economiche, per cui già nei villaggi vi sono dei periodi dell’anno in cui la gente si reputa fortunata se riesce a fare un pasto al giorno, immaginatevi cosa succede per chi è lontano dal villaggio ed è ricoverato. In tutti gli ospedali generalmente farmaci ed analisi e tutto quello che viene fatto al paziente dev’essere pagato dalla famiglia.</p>
<p><em><strong>TRE PASTI AL GIORNO</strong></em></p>
<p>Allora nelle nostre opere i malati ricevono al mattino quella che chiamano la buoille, una zuppetta tipo di semolino, a cui si aggiunge il latte e zucchero, quando avevamo più mezzi la davamo di tapioca, ma ora per noi è inaccessibile; a mezzogiorno c’è la pasta (tipo polenta) con la carne e la sera in generale il riso con della salsa li legumi o di pesce affumicato.</p>
<p><em><strong>CIBI SPECIALI PER MALATI SPECIALI</strong></em><br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-107" title="tanguieta-bis" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2009/12/tanguieta-bis-150x150.jpg" alt="tanguieta-bis" width="150" height="150" />Oltre ai malati che sono ricoverati, che ufficialmente dovrebbero essere 232, ma che in realtà sono sempre più di 300, la cucina dell’ospedale offre l’alimentazione agli almeno 30 bambini del centro nutrizionale e ai 15-20 tubercolotici del centro antitubercolare che l’ospedale ha realizzato negli anni ‘80 e poi ha affidato al centro medico della città, mantenendo l’impegno della loro alimentazione, perché per chi soffre di tubercolosi essa è importante per la riparazione delle lesioni tubercolari. L’ospedale si impegna a fornire un’alimentazione particolarmente iper proteica.</p>
<p>Alimentazioni particolari sono preparati in generale per alcuni tipi di malati: per i diabetici, per gli ipertesi e infine c’è quella che chiamano bouille arricchita che è questa pappetta arricchita da vitamine, da proteine, ecc..per tutti i bambini malnutriti e per tutti i malati operati di patologie gravi intestinali e tra queste citiamo tra tutte il tifo.</p>
<p>Per i malati di tifo prepariamo delle grossissime marmitte di 30 – 40 litri nelle quali facciamo bollire per 6 ore pezzi di carne, articolazione di buoi disossati, trippe e tanti legumi, in modo da poter sottrarre da queste sostanze tutte le proteine. Il tutto viene filtrato e questo brodo che i francesi chiamano “consommé” è la nostra terapia di rianimazione alimentare nei malati che non possono mangiare alimenti con fibre, perché sarebbe pericoloso per le suture intestinali che abbiamo fatto su degli intestini che non hanno più la capacità di cicatrizzare a causa dell’impoverimento in proteine causato da settimane di febbre, diarrea e di vomito.<br />
Di questo consomme di carne e verdura ne prepariamo costantemente perché a volte abbiamo 12-15 malati perforati da tifo che abbiamo operato a più riprese e che restano a pancia aperta perchè vengono in sala operatoria ogni tre- quattro giorni onde poter revisionare gli organi e le suture che non hanno tenuto o nuove perforazioni o ascessi.</p>
<p><em><strong>ALIMENTI TERAPEUTICI</strong></em><br />
Nel centro nutrizionale Pigio ogni giorno vengono fatte delle preparazioni particolari e adesso siamo arrivati perfino ad avere una cura con degli alimenti terapeutici, che hanno un costo molto elevato, ma che in parte ci vengono forniti dall’Unicef.<br />
Tra gli integratori fondamentali che ci stanno aiutando a salvare tanta gente c’è la spirulina che è un’alga che spontaneamente si riproduce nel lago Ciad e che si trova molto simile anche in alcuni laghi della Ande. È un alga microscopica di color verde che poi viene coltivata in bacini e poi disidratata e ridotta in polvere. Polvere preziosa in quanto dà un apporto particolarmente ricco in vitamine, proteine e sali minerali, che non nuoce a suture intestinali in quanto viene assorbito prima di arrivare fino a dove abbiamo suturato e questo cambia in modo radicale il destino di molte persone malnutrite e degli operati di tifo. È utilizzata moltissimo anche per correggere le carenze nutritive delle donne incinte che qui sfortunatamente mettono al mondo bambini in sottopeso, che poi affollano il piccolo centro per i bambini malnutriti e prematuri.</p>
<p><em><strong>SOSTEGNO AI FAMILIARI</strong></em><br />
Bisogna aggiungere che purtroppo ogni tanto, ma diciamo spesso dobbiamo aiutare anche dei parenti degli ammalati che sono qui ad assisterli.<br />
Quando la gente arriva nell’ospedale di Tanguieta spesso ha percorso centinaia di chilometri, ha lasciato la sua casa e il suo villaggio portandosi con sé mezzo sacco di Ignam (tubero simile alla parata), riso, sorgo e con qualche soldino.<br />
Dal momento che l’ospedale è sempre pieno, appena arrivati si devono mettere in attesa nell’accampamento o sotto i manghi del cortile della pediatria e durante l’attesa, che a volte può durare anche vari mesi se non sono gravi, consumano tutte le scorte alimentari che avevano portato. Allora iniziano a sorgere dei problemi, c’è chi torna nel proprio villaggio per cercare altro cibo, chi decide di rientrare poiché ha finito tutto, o perché deve tornare a coltivare i campi, altrimenti non ci sarà d mangiare per la famiglia, o chi, vedendo che gli restano solamente i soldi che gli abbiamo chiesto per l’intervento chirurgico, viene ad anticiparli chiedendo di tenerli via, perché la fame glieli farebbe utilizzare per mangiare e non ne avrebbe pi per curarsi.<br />
Sono situazioni molto tragiche che ci obbligano poi a trovare il posto e il tempo di occuparci di loro anche se dobbiamo metterli su una stuoia o su delle brandine nelle verande.<br />
Se la mancanza di cibo non aiuta i malati, anche familiari quando finiscono tutte le scorte restano senza mangiare, per cui c’è il rischio che si mmalino, per cui avremmo due ammalati, invece che uno. Quand’è così li mandiamo da Suor Margherita in cucina, che gli rifila di nascosto un po’ di riso, miglio, del latte, della carne in scatola…</p>
<p><em><strong>ALIMENTAZIONE IN CIFRE</strong></em><br />
Abbiamo voluto fare una valutazione dei costi dell’alimentazione di un ammalato all’ospedale San giovanni di Dio di Tanguieta e da questa è risultato che un pasto di bambini della pediatria, del centro nutrizionale, e le varie alimentazioni speciali viene a costare in media circa 1100 FCA al giorno, il che equivale a 1,68 €</p>
<p><em><strong>FAR DI NECESSITà VIRTù</strong></em></p>
<p>Per diminuire i costi dell’alimentazione ogni anno in questo periodo, quando comincia la stagione secca e si fanno i raccolti, noi facciamo degli approvvigionamenti massicci soprattutto di granaglia, mais, miglio, fagioli, in quanto queste derrate alimentari al momento del raccolto costano molto poco. L’esempio è quello dei fagioli secchi: in dicembre se ne possono comperare 100 Kg con 6000-7000 FCA, gli stessi fagioli in agosto settembre possono arrivare fino a 45000-50.000 Fca. Lo stesso mais può passare da 4000 a 20.000 FCA al quintale e il miglio nelle stesse proporzioni. Le cipolle che sono una parte fondamentale delle salse possono passare al quintale da 4000-5000 FCA fino a 80 000 in novembre dicembre. La causa dell’aumento dei prezzi è dovuta al fatto che purtroppo anche quando se ne compera tanto c’è il rischio di farlo marcire se non si riesce a disidratarlo.<br />
Ci stiamo organizzando per disidratare alcuni frutti e legumi, in particolar modo le cipolle, per averli tutto l’anno quasi al costo di quando sono stati comperati.</p>
<p><em><strong>PERCHE&#8217; CHIEDIAMO AIUTO</strong></em><br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-108" title="tanguieta-tris" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2009/12/tanguieta-tris-150x150.jpg" alt="tanguieta-tris" width="150" height="150" />La proposta ha avuto la necessità di essere espressa in questo momento perché <strong>il numero di malati è aumentato in modo vertiginoso negli ultimi anni.</strong> Questo ospedale dovrebbe ricevere tra i 6000- 7000 malati all’anno, in questi ultimi anni però, per molte cause (disservizio degli ospedali governativi, la povertà della gente che non diminuisce, la fiducia che la gente ha in questo ospedale dove si ricevono cure di buona qualità a basso prezzo), progressivamente siamo passati ai 14000 malati di quest’anno 2009 (che tra l’altro non è ancora finito) per un totale di giorni di degenza che vi lascio immaginare…. <strong>Si sta creando una situazione di difficile sostenibilità…<br />
Per assicurare un futuro a quest’opera che ha dato e sta dando molto a questa gente si deve creare una catena di solidarietà.</strong></p>
<p><em><strong>LA PROPOSTA</strong></em>. La proposta che facciamo per chi vuole aiutare l’ospedale a continuare a rendere questo servizio che riteniamo altrettanto importante che le medicine e le cure, è quella di <strong>donare un euro al giorno per alimentare i malati in maniera efficace</strong>.<br />
Nella speranza che gli aderenti a questa iniziativa siano persino più numerosi dei malati che curiamo, questo gesto sarebbe di grande aiuto per poter continuare a garantire questo servizio ed essere sgravati per una parte dei grossi impegni che abbiamo, in quanto oltre all’alimentazione, che è nel globale un piccolo capitolo, ci sono tutti i problemi del personale, del materiale, dei medicinali e altre spese generali che alla fine diventa un rompicapo che <strong>la Provvidenza ci ha sempre aiutato a risolvere, ma che affidiamo anche ad ognuno di voi, perché la Provvidenza vuole essere aiutata da cuori generosi.</strong></p>
<p><em><strong>COME DONARE</strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em>Chi volesse partecipare può farlo attraverso un versamento alla <strong>U.T.A. Onlus (Uniti per tanguieta e Afagnan) o l&#8217;Associazione Onlus Amici di Tanguieta</strong>, <em><span style="text-decoration: underline;">specificando nella casuale di versamento &#8220;Oggi offro io&#8221; e specificando il numero di giorni scelti. Chi invece desiderasse continuare a versare a favore della campagna &#8220;adotta un letto&#8221; è altresì benvenuto, sempre specificando nella casuale le proprie intenzioni .</span></em></p>
<p>U.T.A: c/c postale N° 14280366<br />
U.T.A.Onlus<br />
Versamenti bancari presso Banca Popolare di Marostica<br />
Agenzia di Romano d&#8217;Ezzelino (VI)<br />
iban:IT41G0557260900CC0870004248</p>
<p>Amici di Tanguieta<br />
C/C Postale N° 191 06 202<br />
C/C N° 000011390156 Banca Intesa-Agenzia Meda<br />
IBAN IT 62X0306933361000011390156</p>
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		<item>
		<title>I medici che aiutano Tanguieta a convegno in primavera&#8230;</title>
		<link>http://www.tanguieta.org/?p=97</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 14:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Riceviamo da Fra Fiorenzo questo messaggio:
 
  E&#8217;  con grande gioia che faccio la prima corrispondenza ufficiale per annunciare che nella primavera prossima, verosimilmente nel periodo dalla fine di marzo all’inizio di maggio ci sarebbe la possibilità di organizzare un incontro internazionale di tutti gli specialisti (specialmente medici chirurghi ecc) che frequentano in modo abbastanza regolare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da Fra Fiorenzo questo messaggio:</p>
<p> </p>
<p>  E&#8217;  con grande gioia che faccio la prima corrispondenza ufficiale per annunciare che <strong>nella primavera prossima, verosimilmente nel periodo dalla fine di marzo all’inizio di maggio ci sarebbe la possibilità di organizzare un incontro internazionale di tutti gli specialisti (specialmente medici chirurghi ecc) che frequentano in modo abbastanza regolare le nostre opere missionarie di Afagnan e di Tanguietà.<br />
</strong></p>
<p>Questo incontro, sollecitato tra l’altro da molti di voi, è condiviso con piacere sia dai miei superiori africani che da quelli italiani e dalla Curia Generale e potrebbe riunire un buon numero di specialisti che appoggiano queste opere con la loro competenza e professionalità e ci aiutano alla formazione di medici africani.</p>
<p>Le associazioni principali che sostengono le opere missionarie, oltre ad appoggiarci nell’organizzazione sono invitate a partecipare attivamente a questo incontro.<br />
Questo mio primo annuncio è per raccogliere un primo numero di adesioni che potrebbero dirci se il periodo è buono e avere pressappoco l’idea di quanti di voi potrebbero essere presenti. Io avrei piacere che almeno una o due persone di gruppi numerosi potessero partecipare mentre invece per quelli che vengono singoli la loro partecipazione personale sarebbe molto molto interessante. Sarà per noi un‘occasione per fare il punto della situazione e proiettare iniziative ed organizzazione per il futuro</p>
<p>Vi ringrazio di cuore e spero proprio di avere presto vostre notizie</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalla Lombardia un generoso aiuto per Tanguieta e Afagnan</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 08:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ben 240 mila euro di cui 140 sostenuti da Regione Lombardia, 80 dall’Azienda Ospedaliera di Melegnano e 20 dall’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio. A tanto ammonta l’investimento per il progetto di cooperazione internazionale in ambito sanitario promosso dall’Azienda Ospedaliera di Melegnano con gli ospedali dell’ordine Ospedaliero S.Giovanni di Dio di Benin e Togo, illustrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_92" class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img class="size-full wp-image-92" title="bimbo" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2009/09/bimbo.jpg" alt="Foto dall'Ospedale S.Giovanni di Dio di Benin" width="320" height="213" /><p class="wp-caption-text">Foto dall&#39;Ospedale S.Giovanni di Dio di Benin</p></div></p>
<pre>Ben 240 mila euro di cui 140 sostenuti da Regione Lombardia, 80 dall’Azienda Ospedaliera di Melegnano e 20 dall’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio. A tanto ammonta l’investimento per il progetto di cooperazione internazionale in ambito sanitario promosso dall’Azienda Ospedaliera di Melegnano con gli ospedali dell’ordine Ospedaliero S.Giovanni di Dio di Benin e Togo, illustrato oggi all’Assessorato Sanità di Regione Lombardia.</pre>
<pre>Presenti il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano, Dr. Claudio Garbelli, il Delegato Provinciale di Togo e Benin dalla Provincia di S. Agostino D’Africa Fra’ Bonifacio Sambieni e il Direttore Sanitario dell’Ospedale di Tanguieta-Benin Dr. Giambattista Priuli - Fra’ Fiorenzo.</pre>
<pre>“Sono 26 i progetti di gemellaggio nel mondo, di cui 14 nel continente africano, promossi da Regione Lombardia secondo la filosofia “Aiutiamoli a casa loro” - afferma il dr. Luciano Bresciani, Assessore alla Sanità di Regione Lombardia -. Si tratta di un esempio concreto di governance per garantire continuità ai singoli progetti che nascono con l’obiettivo di trasferire competenze, condividere tecnologie e creare una rete di assistenza territoriale in questi paesi.”</pre>
<pre>“L’iniziativa, pensata già nel 2007, - afferma il direttore generale dell’AO di Melegnano dr. Claudio Garbelli – andava coordinata e supportata nella sua realizzazione. Offrire un inceneritore per rifiuti sanitari in questi paesi è un esempio che potrà aprire la strada ad altre iniziative simili in altri stati, per uno sviluppo ecosostenibile”.</pre>
<pre>Due i fronti che vedono impegnata l’Azienda Ospedaliera. Da un lato le missioni periodiche del personale sanitario finalizzate alla formazione e al perfezionamento del personale sanitario Medico, Infermieristico e Tecnico-sanitario locale. L’altro fronte molto importante del progetto riguarda l’igiene ambientale, ovvero lo smaltimento dei rifiuti. Si tratta di un problema di enorme portata, in quanto non esistono attualmente sul territorio dei due Paesi impianti per un trattamento razionale dei rifiuti sanitari, ma anche urbani e industriali, con il rischio di propagazione di malattie infettive, ma anche di inquinamento ambientale.</pre>
<pre>Per far fronte a questo problema verrà acquistato, trasportato e installato in loco un apposito inceneritore che dovrebbe entrare in funzione a partire da marzo 2010. Il piano prevede anche la formazione del personale locale per le procedure di trattamento e smaltimento dei rifiuti ospedalieri. L’installazione di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri dovrà rispondere ai requisiti di efficienza, economia di gestione ed ecocompatibilità.</pre>
<pre>Il progetto verrà presentato al personale sanitario dell’azienda nel pomeriggio di oggi e verranno raccolte le adesioni di chi vorrà prendervi parte. I gruppi composti da due medici e un infermiere parteciperanno ad una formazione specifica con informazioni sul Paese ospitante e la profilassi necessaria in vista del soggiorno nelle strutture sanitarie africane che avrà una durata minima di 15 giorni.</pre>
<pre>L’area clinica in particolare riguarderà soprattutto gli ambiti di Chirurgia Generale, Ostetricia-Ginecologia, Ortopedia-Traumatologia. In un secondo momento, verrà organizzata l’accoglienza di operatori sanitari provenienti da Benin e Togo per periodi di formazione e perfezionamento presso l’Azienda Ospedaliera e teleconferenze per la formazione a distanza, il teleconsulto e la telediagnosi.</pre>
<pre>Il progetto risponde alle direttive di Regione Lombardia asostegno di iniziative di gemellaggio tra le strutture sanitarie lombarde e strutture omologhe nei Paesi in Via di Sviluppo (d.g.r. n. VIII/7593 dell’11.07.2008, d.g.r. n. VIII/8501 del 26.11.2008 e d.d.g. n. 4092 del 27.04.2009). I finanziamenti sono sostenuti in parte dalla Regione (per circa140mila euro) e parte dall’Azienda Ospedaliera.</pre>
<pre>Le strutture ospitanti copriranno invece le spese per il soggiorno e i trasferimenti dei membri delle spedizioni. Il progetto ha una durata stabilita di due anni, ma il termine è prorogabile.</pre>
<pre>L’Ospedale di Afagnan, in Togo, dispone di 269 posti letto; nel 2004 ha gestito 19.974 malati, 2.519 interventi, 1.209 parti, 91.753 test di laboratorio e 5.355 esami radiologici. L’Ospedale di Tanguièta, nel Nord del Benin, dista 600 km dalla capitale Cotonou e dispone di 231 posti letto per tutti i reparti. La popolazione locale è afflitta periodicamente da carestie, denutrizione, epidemie e per il 70% si affida alle cure dei “guaritori”.</pre>
<pre>Nel 2008 il centro ha effettuato oltre 10mila ricoveri, 3.700 interventi chirurgici, 1.200 parti di cui 500 cesarei. Attualmente lo staff medico è composto da tre Chirurghi di Chirurgia generale, un Pediatra, un Ostetrico Ginecologico ealcuni specializzandi. Dati che evidenziano una drammatica sproporzione tra il numero delle prestazioni erogate e la consistenza del personale sanitario.</pre>
<pre>La collaborazione sul piano socio-sanitario con Benin e Togo non è recente ma vanta una storia decennale, anche grazie al lavoro e alla dedizione di fra’ Fiorenzo Priuli, chirurgo, dell’Ordine Ospedaliero S. Giovanni di Dio - Fatebenefratelli originario della Val Camonica, che da quasi 40 anni presta la sua opera nei due ospedali africani e anche in questo progetto ricopre un ruolo fondamentale.</pre>
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		<title>Piccole Grandi Notizie da Tanguieta</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[29 Giugno 2009
L’Ospedale festeggia oggi il 39° anniversario dall’inaugurazione. La costruzione aveva preso inizio nel febbraio del 1968, e la struttura di allora aveva soltanto 82 letti.
3 Luglio 2009
È terminata in questi giorni la missione di neurochirugia.
Il capitano medico dell’esercito beninese Hughues Gandaho e il Dottor Yevidé Barthelemy, con lo staff dell’ospedale, hanno operato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_73" class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img class="size-full wp-image-73" title="foto_news" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2009/09/foto_news.jpg" alt="Foto dall'Ospedale di Tanguieta" width="320" height="213" /><p class="wp-caption-text">Foto dall&#39;Ospedale di Tanguieta</p></div></p>
<pre><strong>29 Giugno 2009</strong>
L’Ospedale festeggia oggi il 39° anniversario dall’inaugurazione. La costruzione aveva preso inizio nel febbraio del 1968, e la struttura di allora aveva soltanto 82 letti.</pre>
<pre><strong>3 Luglio 2009</strong>
È terminata in questi giorni la missione di neurochirugia.
Il capitano medico dell’esercito beninese Hughues Gandaho e il Dottor Yevidé Barthelemy, con lo staff dell’ospedale, hanno operato in una settimana circa una decina di bambini affetti da idrocefalia o spina bifida, hanno curato colonne vertebrali con ernie discali o destabilizzazioni, e visitato diversi pazienti con patologie neurologiche, fornendo indicazioni per cure che possono essere continuate nel tempo. La missione è stata resa possibile anche grazie ad un microscopio per neurochirurgia che è stato donato dalla Sig.ra Cristina Bartolotti in memoria del marito.</pre>
<pre><strong>5 Luglio 2009</strong>
Grazie al metodo dell’imbuto filtrante per l’autoemotrasfusione è stata salvata la vita ad un bambino giunto in ospedale con diverse fratture e la rottura della milza a seguito della caduta da un albero.

<strong>6 Luglio 2009</strong>
E’ arrivato in mattinata uno dei container che vengono inviati dall’Italia da Elvio Basile dell’Ufficio Missioni Fatebenefratelli. I carichi contengono farmaci, materiale medico, per costruzioni, e generi necessari al funzionamento dell’ospedale e della comunità che in esso vive e lavora.</pre>
<pre>Continuano intanto i lavori per la costruzione delle nuove cucine, realizzate grazie all’aiuto dei benefattori Franco D’Angolini e famiglia, della Caritas bresciana, delle sorelle Binda.
Questi amici dell’Ospedale avevano già contribuito alla ristrutturazione e all’ingrandimento del centro nutrizionale, e ancora oggi stanno lavorando all’organizzazione di eventi per il fund raising.</pre>
<pre><strong>10 Luglio 2009</strong>
La stagione delle piogge sembra promettere bene per il sostentamento della popolazione, ma le condizioni sanitarie sono sempre molto critiche.
L’ospedale soffre di un grande sovrapopolamento dovuto anche ad uno sciopero del personale medico e paramedico del Benin, che determina un enorme afflusso a Tanguieta dei malati provenienti da tutti i territori circostanti.
La struttura, che conta circa 435 letti, si trova costantemente ad ospitare il doppio dei pazienti.
Anche per rimediare a questa situazione, ed assicurare le cure ad un numero piu’ grande possibile di malati e di bambini malnutriti,  è stata lanciata l’iniziativa dell’ « adozione di un letto» all’Ospedale Saint Jean de Dieu a 10 Euro al giorno, e al Centro nutrizionale per 6 Euro al giorno.</pre>
<pre><strong>13 luglio 2009</strong>
All’arrivo di Gian Mario, il farmacista che è venuto ad aiutarci utilizzando le sue ferie, l’equipe del laboratorio di Phyto ha raccolto i frutti dell’anokan, frutto locale dalle potenti proprietà antifiammatorie e antibiotiche, per cominciare la preparazione delle pomate e della tintura.</pre>
<pre>In questi giorni è cominciata anche l’essicatura del Combrethum micranthum per la preparazione delle tisane e delle soluzioni omeopatiche che vengono confezionate in Italia per la cura delle epatiti. Le piante sono coltivate direttamente nel terreno della Comunità  di San Jean De Dieu</pre>
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		<title>Il miracolo dell&#8217;Ospedale di Tanguieta</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 21:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Benin è uno stato Africano, situato sul golfo di Guinea, sull&#8217;Oceano Atlantico, ed è limitato al nord dal Niger, a nord-ovest dal Burkina, ad ovest dal Togo ed a est dalla Nigeria, là dove un tempo c&#8217;era la famigerata costa degli schiavi. Un po’ più grande del Togo, ma con meno popolazione: poco più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_17" class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img class="size-full wp-image-17" title="tanguieta-ospedale3" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2009/05/tanguieta-ospedale3.jpg" alt="Ospedale di Tanguieta" width="320" height="213" /><p class="wp-caption-text">Ospedale di Tanguieta</p></div></p>
<p>Il Benin è uno stato Africano, situato sul golfo di Guinea, sull&#8217;Oceano Atlantico, ed è limitato al nord dal Niger, a nord-ovest dal Burkina, ad ovest dal Togo ed a est dalla Nigeria, là dove un tempo c&#8217;era la famigerata costa degli schiavi. Un po’ più grande del Togo, ma con meno popolazione: poco più di 6.750.000 di abitanti di religione animasti (70% ), cristiani (15%) e mussulmani (15%) Tanguieta si trova al Nord del Paese a circa 600 Km. dalla capitale Cotonou. Questa è stata la zona indicata dl Governo ai Fatebenefratelli come la più bisognosa di assistenza quando decisero di fondare l&#8217;ospedale. Aperto nel 1970 da Fra Tommaso Zamborlin con 80 posti letto per una popolazione di oltre 100.000 abitanti, oggi conta oltre 231 posti letto, ma i malati spesso superano le 350 presenze. Nel 2005 sono stati ricoverati oltre 9000 pazienti e sono stati effettuati oltre 3500 interventi chirurgici.<br />
Nell&#8217;ultimo decennio l&#8217;ospedale è stato incaricato della medicina preventiva sul territorio con campagne di vaccinazioni contro il tetano, poliomielite, morbillo e meningite. Oggi l’Ospedale dispone di uno staff medico di 12 medici e chirurghi, 125 dipendenti tra personale paramedico e 47 dipendenti per i servizi generali ed amministrativi.</p>
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		<title>Fra Fiorenzo, la forza del bene</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 21:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un italiano di cui il nostro Paese dovrebbe essere orgoglioso e che invece non conosce. Si chiama Fiorenzo, fratel Fiorenzo, e vive a Tanguieta, nel nord del Benin, a 650 chilometri dalla costa. Africa profonda, Africa poverissima: un posto dove un occidentale mai si sognerebbe di andare vivere. Le costruzioni in cemento sono pochissime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_11" class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img class="size-full wp-image-11" title="benin-2008-1601" src="http://www.tanguieta.org/wp-content/uploads/2009/05/benin-2008-1601.jpg" alt="Fra Fiorenzo" width="320" height="213" /><p class="wp-caption-text">Fra Fiorenzo</p></div></p>
<p>C&#8217;è un italiano di cui il nostro Paese dovrebbe essere orgoglioso e che invece non conosce. Si chiama Fiorenzo, fratel Fiorenzo, e vive a Tanguieta, nel nord del Benin, a 650 chilometri dalla costa. Africa profonda, Africa poverissima: un posto dove un occidentale mai si sognerebbe di andare vivere. Le costruzioni in cemento sono pochissime e i 70 mila abitanti di questa regione vivono in capanne o in casette costruite con mattino di fango indurito. Nei mesi estivi la temperatura supera i 45 gradi e il caldo è così secco da spaccare le labbra. Eppure proprio qui Fiorenzo ha trovato il suo equilibrio, rinunciando a tutto, convinto che la felicità sia dare, sia aiutare, senza condizioni, senza pensare se il sofferente che ha davanti è un cristiano, un musulmano o un animista.<br />
<span id="more-9"></span><br />
Di cognome fa Priuli e non è un prete, sebbene 40 anni fa abbia pronunciato i voti di povertà, castità, obbedienza e ospitalità diventando un seguace di San Giovanni di Dio, il fondatore dell&#8217;ordine dei Fatebenefratelli. Ma è un gigante del Bene e dell&#8217;Altruismo, degno di Madre Teresa di Calcutta. La Francia lo apprezza da tempo e nel 2002 Chirac gli ha attribuito la Legione d&#8217;Onore; nel Benin è venerato come una divinità, da Cotonou, la città principale, al più remoto villaggio agricolo. E oltre confine: vengono a farsi curare da lui pazienti dal Burkina Faso, dal Niger, dal Togo.<br />
Lo chiamano l&#8217;«uomo dalle mani d&#8217;oro». Bresciano della Val Camonica, è un chirurgo, ma col tempo è diventato anche un epatologo, un internista, un manager. Per l&#8217;ospedale di Tanguieta farebbe (e fa) di tutto. Perché questa è la sua creatura, il suo miracolo. Trentotto anni fa, quando fu inaugurato dai Fatebenefratelli era composto da poche stanze; oggi è una struttura con 220 posti letti un reparto di chirurgia, uno di medicina interna, un pronto soccorso, la pediatria, la maternità, un centro nutrizionale. Come faccia a funzionare è un autentico mistero. «Della Provvidenza», dice Fiorenzo, che può contare su altri due chirughi e su 7-8 preti medici. Più qualche suora e la mitica Rosanna, un&#8217;italiana laica che da vent&#8217;anni vive nel Benin ed è la grande organizzatrice. In qualunque altro Paese del mondo l&#8217;ospedale sarebbe chiuso da tempo; qui no. Anzi: continua a svilupparsi; grazie anche ai molti volontari che vengono a trascorrere qualche settimana all&#8217;anno. E che volontari: una squadra di oftalmologi spagnoli, un famoso primario francese, un grande urologo svizzero, diversi specialisti italiani e persino simpatizzanti che, pur non essendo medici, vengono a dare una mano a dipingere, riparare, tirar su muri. Farebbero di tutto pur di vivere l&#8217;atmosfera di Tanguieta.<br />
Perché Fiorenzo è un trascinatore che, con il suo dinamismo, diffonde armonia. Trascorre in sala operatoria almeno 12 ore al giorno, compiendo 20-25 operazioni. E non è mai stanco: ha sempre la luce negli occhi. Quando visita i reparti viene salutato come un Messia: i ragazzi con le gambe deformate dalla poliomelite, e che un giorno riusciranno a camminare grazie ai suoi interventi, si sbracciano felici non appena lo vedono; le madri sdraiate sulle stuoie con i neonati lo ringraziano con un sorriso da qui a lì. Lui scherza con tutti, sempre positivo. La sua generosità è innata. E contagiosa.<br />
In teoria i pazienti dovrebbero pagare per le cure ricevute, una manciata di euro al giorno, ma la maggior parte è così povera da non poter offrire altro che una gallina o un cesto di frutta. Fiorenzo accoglie tutti e riesce a far quadrare i conti grazie alle donazioni che riceve da più parti, in Italia tramite le Onlus U.T.A. (Uniti per Tanguieta e Afagnan) e Amici di Tanguieta.<br />
Oggi ha 62 anni, ha avuto la tubercolosi, l&#8217;epatite che dall&#8217;81 cura con una pianta miracolosa, il Combretum micranthum, un ginocchio fuori uso, una placca nel femore, ma continua ad avere l&#8217;energia di un ragazzo. Non ho ancora capito quante ore dorma per notte. Quando sei con lui il telefono squilla in continuazione: in linea, dall&#8217;Italia, il suo grande amico e collaboratore fra Luca Beato, una coppia di malati di Aids che lo chiama solo per salutarlo, una paziente del Burkina Faso a cui deve fissare l&#8217;operazione. Il pranzo lo salta quasi sempre e spesso, non appena si siede nel refettorio a cena, viene richiamato in sala operatoria per un&#8217;emergenza. Lui si alza e va, senza mai lamentarsi.</p>
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