Foto dall'Ospedale S.Giovanni di Dio di Benin

Foto dall'Ospedale S.Giovanni di Dio di Benin

Ben 240 mila euro di cui 140 sostenuti da Regione Lombardia, 80 dall’Azienda Ospedaliera di Melegnano e 20 dall’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio. A tanto ammonta l’investimento per il progetto di cooperazione internazionale in ambito sanitario promosso dall’Azienda Ospedaliera di Melegnano con gli ospedali dell’ordine Ospedaliero S.Giovanni di Dio di Benin e Togo, illustrato oggi all’Assessorato Sanità di Regione Lombardia.
Presenti il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano, Dr. Claudio Garbelli, il Delegato Provinciale di Togo e Benin dalla Provincia di S. Agostino D’Africa Fra’ Bonifacio Sambieni e il Direttore Sanitario dell’Ospedale di Tanguieta-Benin Dr. Giambattista Priuli - Fra’ Fiorenzo.
“Sono 26 i progetti di gemellaggio nel mondo, di cui 14 nel continente africano, promossi da Regione Lombardia secondo la filosofia “Aiutiamoli a casa loro” - afferma il dr. Luciano Bresciani, Assessore alla Sanità di Regione Lombardia -. Si tratta di un esempio concreto di governance per garantire continuità ai singoli progetti che nascono con l’obiettivo di trasferire competenze, condividere tecnologie e creare una rete di assistenza territoriale in questi paesi.”
“L’iniziativa, pensata già nel 2007, - afferma il direttore generale dell’AO di Melegnano dr. Claudio Garbelli – andava coordinata e supportata nella sua realizzazione. Offrire un inceneritore per rifiuti sanitari in questi paesi è un esempio che potrà aprire la strada ad altre iniziative simili in altri stati, per uno sviluppo ecosostenibile”.
Due i fronti che vedono impegnata l’Azienda Ospedaliera. Da un lato le missioni periodiche del personale sanitario finalizzate alla formazione e al perfezionamento del personale sanitario Medico, Infermieristico e Tecnico-sanitario locale. L’altro fronte molto importante del progetto riguarda l’igiene ambientale, ovvero lo smaltimento dei rifiuti. Si tratta di un problema di enorme portata, in quanto non esistono attualmente sul territorio dei due Paesi impianti per un trattamento razionale dei rifiuti sanitari, ma anche urbani e industriali, con il rischio di propagazione di malattie infettive, ma anche di inquinamento ambientale.
Per far fronte a questo problema verrà acquistato, trasportato e installato in loco un apposito inceneritore che dovrebbe entrare in funzione a partire da marzo 2010. Il piano prevede anche la formazione del personale locale per le procedure di trattamento e smaltimento dei rifiuti ospedalieri. L’installazione di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri dovrà rispondere ai requisiti di efficienza, economia di gestione ed ecocompatibilità.
Il progetto verrà presentato al personale sanitario dell’azienda nel pomeriggio di oggi e verranno raccolte le adesioni di chi vorrà prendervi parte. I gruppi composti da due medici e un infermiere parteciperanno ad una formazione specifica con informazioni sul Paese ospitante e la profilassi necessaria in vista del soggiorno nelle strutture sanitarie africane che avrà una durata minima di 15 giorni.
L’area clinica in particolare riguarderà soprattutto gli ambiti di Chirurgia Generale, Ostetricia-Ginecologia, Ortopedia-Traumatologia. In un secondo momento, verrà organizzata l’accoglienza di operatori sanitari provenienti da Benin e Togo per periodi di formazione e perfezionamento presso l’Azienda Ospedaliera e teleconferenze per la formazione a distanza, il teleconsulto e la telediagnosi.
Il progetto risponde alle direttive di Regione Lombardia asostegno di iniziative di gemellaggio tra le strutture sanitarie lombarde e strutture omologhe nei Paesi in Via di Sviluppo (d.g.r. n. VIII/7593 dell’11.07.2008, d.g.r. n. VIII/8501 del 26.11.2008 e d.d.g. n. 4092 del 27.04.2009). I finanziamenti sono sostenuti in parte dalla Regione (per circa140mila euro) e parte dall’Azienda Ospedaliera.
Le strutture ospitanti copriranno invece le spese per il soggiorno e i trasferimenti dei membri delle spedizioni. Il progetto ha una durata stabilita di due anni, ma il termine è prorogabile.
L’Ospedale di Afagnan, in Togo, dispone di 269 posti letto; nel 2004 ha gestito 19.974 malati, 2.519 interventi, 1.209 parti, 91.753 test di laboratorio e 5.355 esami radiologici. L’Ospedale di Tanguièta, nel Nord del Benin, dista 600 km dalla capitale Cotonou e dispone di 231 posti letto per tutti i reparti. La popolazione locale è afflitta periodicamente da carestie, denutrizione, epidemie e per il 70% si affida alle cure dei “guaritori”.
Nel 2008 il centro ha effettuato oltre 10mila ricoveri, 3.700 interventi chirurgici, 1.200 parti di cui 500 cesarei. Attualmente lo staff medico è composto da tre Chirurghi di Chirurgia generale, un Pediatra, un Ostetrico Ginecologico ealcuni specializzandi. Dati che evidenziano una drammatica sproporzione tra il numero delle prestazioni erogate e la consistenza del personale sanitario.
La collaborazione sul piano socio-sanitario con Benin e Togo non è recente ma vanta una storia decennale, anche grazie al lavoro e alla dedizione di fra’ Fiorenzo Priuli, chirurgo, dell’Ordine Ospedaliero S. Giovanni di Dio - Fatebenefratelli originario della Val Camonica, che da quasi 40 anni presta la sua opera nei due ospedali africani e anche in questo progetto ricopre un ruolo fondamentale.

Foto dall'Ospedale di Tanguieta

Foto dall'Ospedale di Tanguieta

29 Giugno 2009
L’Ospedale festeggia oggi il 39° anniversario dall’inaugurazione. La costruzione aveva preso inizio nel febbraio del 1968, e la struttura di allora aveva soltanto 82 letti.
3 Luglio 2009
È terminata in questi giorni la missione di neurochirugia.
Il capitano medico dell’esercito beninese Hughues Gandaho e il Dottor Yevidé Barthelemy, con lo staff dell’ospedale, hanno operato in una settimana circa una decina di bambini affetti da idrocefalia o spina bifida, hanno curato colonne vertebrali con ernie discali o destabilizzazioni, e visitato diversi pazienti con patologie neurologiche, fornendo indicazioni per cure che possono essere continuate nel tempo. La missione è stata resa possibile anche grazie ad un microscopio per neurochirurgia che è stato donato dalla Sig.ra Cristina Bartolotti in memoria del marito.
5 Luglio 2009
Grazie al metodo dell’imbuto filtrante per l’autoemotrasfusione è stata salvata la vita ad un bambino giunto in ospedale con diverse fratture e la rottura della milza a seguito della caduta da un albero.

6 Luglio 2009
E’ arrivato in mattinata uno dei container che vengono inviati dall’Italia da Elvio Basile dell’Ufficio Missioni Fatebenefratelli. I carichi contengono farmaci, materiale medico, per costruzioni, e generi necessari al funzionamento dell’ospedale e della comunità che in esso vive e lavora.
Continuano intanto i lavori per la costruzione delle nuove cucine, realizzate grazie all’aiuto dei benefattori Franco D’Angolini e famiglia, della Caritas bresciana, delle sorelle Binda.
Questi amici dell’Ospedale avevano già contribuito alla ristrutturazione e all’ingrandimento del centro nutrizionale, e ancora oggi stanno lavorando all’organizzazione di eventi per il fund raising.
10 Luglio 2009
La stagione delle piogge sembra promettere bene per il sostentamento della popolazione, ma le condizioni sanitarie sono sempre molto critiche.
L’ospedale soffre di un grande sovrapopolamento dovuto anche ad uno sciopero del personale medico e paramedico del Benin, che determina un enorme afflusso a Tanguieta dei malati provenienti da tutti i territori circostanti.
La struttura, che conta circa 435 letti, si trova costantemente ad ospitare il doppio dei pazienti.
Anche per rimediare a questa situazione, ed assicurare le cure ad un numero piu’ grande possibile di malati e di bambini malnutriti,  è stata lanciata l’iniziativa dell’ « adozione di un letto» all’Ospedale Saint Jean de Dieu a 10 Euro al giorno, e al Centro nutrizionale per 6 Euro al giorno.
13 luglio 2009
All’arrivo di Gian Mario, il farmacista che è venuto ad aiutarci utilizzando le sue ferie, l’equipe del laboratorio di Phyto ha raccolto i frutti dell’anokan, frutto locale dalle potenti proprietà antifiammatorie e antibiotiche, per cominciare la preparazione delle pomate e della tintura.
In questi giorni è cominciata anche l’essicatura del Combrethum micranthum per la preparazione delle tisane e delle soluzioni omeopatiche che vengono confezionate in Italia per la cura delle epatiti. Le piante sono coltivate direttamente nel terreno della Comunità  di San Jean De Dieu