fiorenzo-31L’8 marzo è il giorno della festa mondiale della donna, ma anche quello della ricorrenza di San Giovanni di Dio.
Nel nostro ospedale Fatebenefratelli di Tanguièta quest’anno la festività ha rivestito una solennità particolare in quanto coincide con 40 anni di messa in servizio di quest’opera si è voluto festeggiare in un modo particolare i 40 anni di servizio in Africa di Fra Fiorenzo e tutto questo con un cerimoniale particolare.
La festa ha avuto inizio nel migliore dei modi con la celebrazione dell’eucarestia nel primo pomeriggio, presieduta dal vescovo della diocesi di Natitingou Mons. Pascal N’KOUE al quale si sono associati ben tre vescovi: Il vescovo emerito di Kara Mons. TALKENA SAMBAR Ignace; l’arcivescovo emerito di Cotonou Mons. Nestor ASSOGBA e il vescovo di Djougou Mons. Paul VIEIRA tutti particolarmente legati all’ospedale. Tra i partecipanti non dimentichiamo le autorità civili del governo beninese, i sindaci di tutta la regione sanitaria di Tanguiéta, Materi, Kobli, e un infinità di amici e ammalati venuti a manifestare la loro gioia e la loro riconoscenza.
La Messa è stata seguita da un momento molto particolare e toccante in cui è stata conferita a Fra Fiorenzo priuli l’onoreficenza di COMMANDEUR dell’Ordine Nazionale del Benin.

Questa carica conferita a fra Fiorenzo in realtà è stato un gesto da parte del governo beninese per poter dire in qualche modo grazfiorenzo premiatoie all’ospedale Saint Jean de Dieu per tutto il bene che ha compiuto in questi 40 anni di servizio.
I discorsi tenuti dal Sindaco, dal rappresentante del ministro della Sanità, dal ministro del turismo e da tutti le persone che sono intervenute nella celebrazione hanno infatti chiaramente esplicitato la gratitudine verso tutto il personale dell’ospedale per quanto è stato svolto nel corso degli anni e per quanto si continua a fare oggi.

È stata ricordata la presenza costante e inarrestabile dell’ospedale in tutti i periodi politici del paese, è stato sottolineato lo stile di lavoro dell’ospedale che funge da modello, la gratuità e la fedeltà che negli anni hanno contraddistinto i frati e le suore che hanno a perpetuare quest’opera, ed è stato infine supposto che il buon San Giovanni di Dio, dall’alto dei cieli sicuramente potrà essere fiero di quanto i suoi piccoli fratelli stanno facendo sulla terra seguendo la sua sequela insieme a quella di Cristo.
Alla celebrazione è stato invitato tutti il personale dell’ospedale medico e non che con orgoglio si è sentito rendere grazie del lavoro svolto quotidianamente. La medaglia che è stata donata è la medaglia di tutti dal direttore Fra Bonifacio ai confratelli della comunità, alle suore Theatine che da 40 anni collaborano intensamente a fianco dei frati, ai chirurghi, agli infermieri, alle cuoche, alle aiutanti alla pulizia, agli autisti….tutti con il loro piccolo o grande contributo, lavorando all’interno dell’ospedale fanno parte di questa opera tutta dedita ai malati.

Si è colta anche l’occasione per inaugurare alcune strutture all’interno dell’ospedale: il nuovo magazzino della farmacia e gli alloggi per gli stagier, generosamente donati dalla fondazione UNIDEA che ormai da 5 anni collabora con l’ospedale e che rende numerosi servizi alla popolazione del Benin.

fiorenzo-2

"cucina" in beninIn concomitanza delle festività natalizie, l’ospedale Saint Jean de Dio di Tanguiétà ha pensato di proporre una campagna di sostegno alimentare per i malati ricoverati, che si affianca a quella “adotta un letto”.

IL PROBLEMA:
In Africa e in particolare nella zona di Tanguiéta in Benin la gente è malnutrita e questo favorisce l’insorgere di un gran numero di malattie. In Particolare nella pediatria il 70% dei bambini ricoverati sono malnutriti e di questi più del 20% soffrono della malattia di malnutrizione grave.
Questo problema dell’alimentazione diventa fondamentale affinché le medicine abbiano un loro effetto sui malati.

UN’ATTENZIONE CHE PORTIMO NEL CUORE FIN DALLE ORIGINI:
Quando un malato viene ricoverato, se non è ben nutrito è quasi inutile curarlo, per cui fin dalla fondazione degli ospedali di Afagnan e di Tanguieta è stata presa la decisione, mal vista da molti, che noi avremmo nutrito i malati tre volte al giorno.
In realtà negli altri ospedali africani della regione, sia governativi, che religiosi, i malati sono alimentati dalla famiglia che gli sta vicino, che si accampa in ospedale o nei pressi e fa la spola al villaggio per procurare il cibo per il malato e per se stessi. Se questo è accade quando la gente affluisce all’ospedale della propria zona e perciò a pochi chilometri di distanza dalla propria abitazione, la cosa è ancora in parte accettabile, anche se in realtà è praticata soltanto in rapporto alle possibilità economiche, per cui già nei villaggi vi sono dei periodi dell’anno in cui la gente si reputa fortunata se riesce a fare un pasto al giorno, immaginatevi cosa succede per chi è lontano dal villaggio ed è ricoverato. In tutti gli ospedali generalmente farmaci ed analisi e tutto quello che viene fatto al paziente dev’essere pagato dalla famiglia.

TRE PASTI AL GIORNO

Allora nelle nostre opere i malati ricevono al mattino quella che chiamano la buoille, una zuppetta tipo di semolino, a cui si aggiunge il latte e zucchero, quando avevamo più mezzi la davamo di tapioca, ma ora per noi è inaccessibile; a mezzogiorno c’è la pasta (tipo polenta) con la carne e la sera in generale il riso con della salsa li legumi o di pesce affumicato.

CIBI SPECIALI PER MALATI SPECIALI
tanguieta-bisOltre ai malati che sono ricoverati, che ufficialmente dovrebbero essere 232, ma che in realtà sono sempre più di 300, la cucina dell’ospedale offre l’alimentazione agli almeno 30 bambini del centro nutrizionale e ai 15-20 tubercolotici del centro antitubercolare che l’ospedale ha realizzato negli anni ‘80 e poi ha affidato al centro medico della città, mantenendo l’impegno della loro alimentazione, perché per chi soffre di tubercolosi essa è importante per la riparazione delle lesioni tubercolari. L’ospedale si impegna a fornire un’alimentazione particolarmente iper proteica.

Alimentazioni particolari sono preparati in generale per alcuni tipi di malati: per i diabetici, per gli ipertesi e infine c’è quella che chiamano bouille arricchita che è questa pappetta arricchita da vitamine, da proteine, ecc..per tutti i bambini malnutriti e per tutti i malati operati di patologie gravi intestinali e tra queste citiamo tra tutte il tifo.

Per i malati di tifo prepariamo delle grossissime marmitte di 30 – 40 litri nelle quali facciamo bollire per 6 ore pezzi di carne, articolazione di buoi disossati, trippe e tanti legumi, in modo da poter sottrarre da queste sostanze tutte le proteine. Il tutto viene filtrato e questo brodo che i francesi chiamano “consommé” è la nostra terapia di rianimazione alimentare nei malati che non possono mangiare alimenti con fibre, perché sarebbe pericoloso per le suture intestinali che abbiamo fatto su degli intestini che non hanno più la capacità di cicatrizzare a causa dell’impoverimento in proteine causato da settimane di febbre, diarrea e di vomito.
Di questo consomme di carne e verdura ne prepariamo costantemente perché a volte abbiamo 12-15 malati perforati da tifo che abbiamo operato a più riprese e che restano a pancia aperta perchè vengono in sala operatoria ogni tre- quattro giorni onde poter revisionare gli organi e le suture che non hanno tenuto o nuove perforazioni o ascessi.

ALIMENTI TERAPEUTICI
Nel centro nutrizionale Pigio ogni giorno vengono fatte delle preparazioni particolari e adesso siamo arrivati perfino ad avere una cura con degli alimenti terapeutici, che hanno un costo molto elevato, ma che in parte ci vengono forniti dall’Unicef.
Tra gli integratori fondamentali che ci stanno aiutando a salvare tanta gente c’è la spirulina che è un’alga che spontaneamente si riproduce nel lago Ciad e che si trova molto simile anche in alcuni laghi della Ande. È un alga microscopica di color verde che poi viene coltivata in bacini e poi disidratata e ridotta in polvere. Polvere preziosa in quanto dà un apporto particolarmente ricco in vitamine, proteine e sali minerali, che non nuoce a suture intestinali in quanto viene assorbito prima di arrivare fino a dove abbiamo suturato e questo cambia in modo radicale il destino di molte persone malnutrite e degli operati di tifo. È utilizzata moltissimo anche per correggere le carenze nutritive delle donne incinte che qui sfortunatamente mettono al mondo bambini in sottopeso, che poi affollano il piccolo centro per i bambini malnutriti e prematuri.

SOSTEGNO AI FAMILIARI
Bisogna aggiungere che purtroppo ogni tanto, ma diciamo spesso dobbiamo aiutare anche dei parenti degli ammalati che sono qui ad assisterli.
Quando la gente arriva nell’ospedale di Tanguieta spesso ha percorso centinaia di chilometri, ha lasciato la sua casa e il suo villaggio portandosi con sé mezzo sacco di Ignam (tubero simile alla parata), riso, sorgo e con qualche soldino.
Dal momento che l’ospedale è sempre pieno, appena arrivati si devono mettere in attesa nell’accampamento o sotto i manghi del cortile della pediatria e durante l’attesa, che a volte può durare anche vari mesi se non sono gravi, consumano tutte le scorte alimentari che avevano portato. Allora iniziano a sorgere dei problemi, c’è chi torna nel proprio villaggio per cercare altro cibo, chi decide di rientrare poiché ha finito tutto, o perché deve tornare a coltivare i campi, altrimenti non ci sarà d mangiare per la famiglia, o chi, vedendo che gli restano solamente i soldi che gli abbiamo chiesto per l’intervento chirurgico, viene ad anticiparli chiedendo di tenerli via, perché la fame glieli farebbe utilizzare per mangiare e non ne avrebbe pi per curarsi.
Sono situazioni molto tragiche che ci obbligano poi a trovare il posto e il tempo di occuparci di loro anche se dobbiamo metterli su una stuoia o su delle brandine nelle verande.
Se la mancanza di cibo non aiuta i malati, anche familiari quando finiscono tutte le scorte restano senza mangiare, per cui c’è il rischio che si mmalino, per cui avremmo due ammalati, invece che uno. Quand’è così li mandiamo da Suor Margherita in cucina, che gli rifila di nascosto un po’ di riso, miglio, del latte, della carne in scatola…

ALIMENTAZIONE IN CIFRE
Abbiamo voluto fare una valutazione dei costi dell’alimentazione di un ammalato all’ospedale San giovanni di Dio di Tanguieta e da questa è risultato che un pasto di bambini della pediatria, del centro nutrizionale, e le varie alimentazioni speciali viene a costare in media circa 1100 FCA al giorno, il che equivale a 1,68 €

FAR DI NECESSITà VIRTù

Per diminuire i costi dell’alimentazione ogni anno in questo periodo, quando comincia la stagione secca e si fanno i raccolti, noi facciamo degli approvvigionamenti massicci soprattutto di granaglia, mais, miglio, fagioli, in quanto queste derrate alimentari al momento del raccolto costano molto poco. L’esempio è quello dei fagioli secchi: in dicembre se ne possono comperare 100 Kg con 6000-7000 FCA, gli stessi fagioli in agosto settembre possono arrivare fino a 45000-50.000 Fca. Lo stesso mais può passare da 4000 a 20.000 FCA al quintale e il miglio nelle stesse proporzioni. Le cipolle che sono una parte fondamentale delle salse possono passare al quintale da 4000-5000 FCA fino a 80 000 in novembre dicembre. La causa dell’aumento dei prezzi è dovuta al fatto che purtroppo anche quando se ne compera tanto c’è il rischio di farlo marcire se non si riesce a disidratarlo.
Ci stiamo organizzando per disidratare alcuni frutti e legumi, in particolar modo le cipolle, per averli tutto l’anno quasi al costo di quando sono stati comperati.

PERCHE’ CHIEDIAMO AIUTO
tanguieta-trisLa proposta ha avuto la necessità di essere espressa in questo momento perché il numero di malati è aumentato in modo vertiginoso negli ultimi anni. Questo ospedale dovrebbe ricevere tra i 6000- 7000 malati all’anno, in questi ultimi anni però, per molte cause (disservizio degli ospedali governativi, la povertà della gente che non diminuisce, la fiducia che la gente ha in questo ospedale dove si ricevono cure di buona qualità a basso prezzo), progressivamente siamo passati ai 14000 malati di quest’anno 2009 (che tra l’altro non è ancora finito) per un totale di giorni di degenza che vi lascio immaginare…. Si sta creando una situazione di difficile sostenibilità…
Per assicurare un futuro a quest’opera che ha dato e sta dando molto a questa gente si deve creare una catena di solidarietà.

LA PROPOSTA. La proposta che facciamo per chi vuole aiutare l’ospedale a continuare a rendere questo servizio che riteniamo altrettanto importante che le medicine e le cure, è quella di donare un euro al giorno per alimentare i malati in maniera efficace.
Nella speranza che gli aderenti a questa iniziativa siano persino più numerosi dei malati che curiamo, questo gesto sarebbe di grande aiuto per poter continuare a garantire questo servizio ed essere sgravati per una parte dei grossi impegni che abbiamo, in quanto oltre all’alimentazione, che è nel globale un piccolo capitolo, ci sono tutti i problemi del personale, del materiale, dei medicinali e altre spese generali che alla fine diventa un rompicapo che la Provvidenza ci ha sempre aiutato a risolvere, ma che affidiamo anche ad ognuno di voi, perché la Provvidenza vuole essere aiutata da cuori generosi.

COME DONARE

 Chi volesse partecipare può farlo attraverso un versamento alla U.T.A. Onlus (Uniti per tanguieta e Afagnan) o l’Associazione Onlus Amici di Tanguieta, specificando nella casuale di versamento “Oggi offro io” e specificando il numero di giorni scelti. Chi invece desiderasse continuare a versare a favore della campagna “adotta un letto” è altresì benvenuto, sempre specificando nella casuale le proprie intenzioni .

U.T.A: c/c postale N° 14280366
U.T.A.Onlus
Versamenti bancari presso Banca Popolare di Marostica
Agenzia di Romano d’Ezzelino (VI)
iban:IT41G0557260900CC0870004248

Amici di Tanguieta
C/C Postale N° 191 06 202
C/C N° 000011390156 Banca Intesa-Agenzia Meda
IBAN IT 62X0306933361000011390156